“Quando un uomo è depresso ogni minimo malessere è ingrandito dagli spettri paurosi della sua ansietà… Guarda se stesso come un uomo che gli dèi odiano e perseguitano nella loro ira. Il medico e l’amico consolatore vengono allontanati… Siede fuori dalla porta avvolto in tela di sacco o stracci… Di tanto in tanto si trascina nudo nello sporco a confessa re questo o quel peccato. Vegli o dorma, è inseguito dagli spettri della sua angoscia. Sveglio non fa uso della ragione, addormentato non ha tregua nelle sue paure. La sua ragione sonnecchia sempre e le sue paure sono sempre sveglie. In nessun luogo trova scampo dai terrori immaginari.”
Plutarco
12 agosto 2009
11 agosto 2009
Esperienza maniacale
"Senza nessuna ragione cominciai a sentirmi molto bene. All'improvviso ero capace di entrare nella vita di tutto ciò che mi stava intorno. Sapevo come ci si sentisse a essere un albero, un filo dìerba, addirittura un coniglio. Dormivo poco. Mi limitavo ad andare in giro con questo meraviglioso sentimento. Un giorno stavo passando accanto ad un ristorante e di colpo seppi come ci si sente ad essere un leone. Entrai e dissi all'uomo dietro il banco: "Mi dia una bistecca. Non stia a cuocerla, me la dia e basta.". Così quello mi portò la bistecca cruda e io mi misi a mangiarla. Gli altri clienti avevano l'aria disgustata e mi guardavano. Io allora cominciai a capire che forse la cosa era un po' strana. Così andai dal preside della facoltà [all'università in cui Roethke insegnava] e gli dissi: "Mi sento troppo bene. Mi tiri giù da questo stato". Così mi misero in manicomio."
Theodore Roethke
Theodore Roethke
Affanno
Phantastica dei Verdena
Racconto favole
su di te
che ascolti così
preziosamente
Sei un fiore insano tu
che si guarda con occhi
porpora
Correggimi se tutto questo è
debole
Quello che fai non crea più
attenzione
Non coinvolge
Questo non è reale
Confronto le idee
ed accendo le stelle
C’è un cristo che sanguina
e ci guarda con rabbia
È come sai tu sei per me
colpevole
Quello che fai non crea più
attenzione
Non coinvolge
L’aggressività non mi avrà
Confonde le idee
ed affetta la gente
C’è un dio che sanguina,
che sanguina
E credo di essere anormale,
ebbene non lo so
Mi vedi? Temi? Credi io ti userò?
Uuuuuuuuuuh
Il mio cane angelo

Ieri sera mi sono sentita davvero una persona orribile. Dovevo andare a dormire e lasciare Sole fuori (per scelta di mia madre, non mia). Mai come ieri mi sono sentita schifosamente orribile. Mi sono guardata allo specchio e ho visto la solitudine che mi ha plasmato in questi anni. Sole, invece, non mi ha mai lasciato da sola, mi è sempre stato vicino. A priori.
Io invece non potevo stare con lui come e quando volevo, mia madre si è fissata che è di taglia troppo grande per entrare in casa. Mi fa terribilmente male non potere passare il tempo per cui sono costretta in casa per alcune faccende, con l’unico vero amico che io abbia mai conosciuto.
Il nostro incontro è stato un colpo di fulmine: il volontario del canile me l’ha messo in braccio, ci siamo guardati ed era come se ci conoscessimo da sempre. Lui ha iniziato a farmi le feste e io ho iniziato a sentirmi sollevata dalla mia depressione, istantaneamente. Avevo bisogno di amare qualcun dopo aver perso la mia bimba... ma questa è un’altra storia e non sono ancora pronta ad affrontarla apertamente.
Ritornando a Sole, faceva parte di una cucciolata abbandonata vicino un cassonetto in uno scatolone. Che schifo di persone quelle che abbandonano gli animali, definirli dei mostri è un eufemismo. Anch’equi si dovrebbe aprire una parentesi sulla mia scelta di essere vegana ma adesso voglio parlare del mio Sole, la mia stella personale e splendente.
Il mio cucciolo era il più debole della cucciolata e i suoi fratelli, dalla fame, lo avevano tutto morsicato. Al canile non riuscivano a trovargli un padrone perché era una palla di pus e croste. A me non importava, i suoi occhi si erano talmente avvicinati al mio cuore da farmelo vedere meraviglioso, anche ora guardando le foto lo vedo incantevole.
Abbiamo passato mesi meravigliosi dormendo insieme, svegliandoci con delle dolcissime coccole.
Quando iniziava a crescergli di nuovo il pelo era estate e in casa aveva caldo, io dal canto mio non avrei mai sopportato l’idea di lasciarlo fuori da solo, in più di notte, figuriamoci! Così iniziai a dormire con lui, in giardino. Mi sentivo bene e ancora adesso è l’unico essere vivente al mondo in grado di farmi sentire bene nelle mie depressioni più nere o nelle mie irrequietezze. Riesce persino a farmi provare gioia ed empatia quando mi sento apatica e priva di vita.
Sono convinta che sia la mia specie di angelo, se non fosse stato per il suo amore non so se sarei ancora viva. Quando dico che è la mia vita è perché me l’ha salvata e non potrei fare altrimenti di pensare che gli e l’ho donata. Sono convinta che anche lui mi ha regalato la sua.
Il mio amore per lui è sconfinante, a lui non interessa il mio umore. A lui non interessa chi sono, cosa faccio e come lo faccio, ma solo che mi ama e io amo lui.
Ha occupato e occupa un posto talmente i portante nella mia vita da essermi fatta tatuare il suo bel muso sull’avambraccio e sono fiera di mostrarlo a chiunque, lo trovo stupendo e mi conforta il fatto di averlo sempre con me, mi ricorda la speranza e,se devo essere sincera fino in fondo,la mia primaria ragione di vita.
La comunicazione con gli animali è qualcosa di davvero unica e intensa, non necessita di parole superflue, di invidie, di avidità. Sento un incredibile senso di benessere quando sono con gli animali. Mi sento viva e di poter ancora far capire a qualcuno (anche se non umano) come mi sento, loro capiscono e non si domandano il perché, semplicemente ti accettano.
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